L'oasi di Tsavo per i rinoceronti
Per salvare i rinoceronti africani, accanitamente cacciati fino quasi ad esaurire le loro possibilità di riproduzione, l'unica strada sembra quella di metterli in uno zoo. Nell'alternativa fra la pena di morte per mano dei bracconieri e la condanna all'ergastolo nella gabbia di uno zoo, la sorte dei rinoceronti dell'Africa sud-orientale sembra peggiore di quella di un pluriomicida. Possibile che non ci sia altra soluzione? I protezionisti della Born Free Foundation, un'organizzazione inglese che ha per obiettivo la graduale abolizione degli zoo, hanno scoperto che un'altra soluzione esiste. In Kenia questa associazione, col pieno sostegno del governo, ha creato una riserva destinata ai rinoceronti all'interno del Parco Nazionale di Tsavo, recintata da una speciale siepe elettrica a energia solare che fornisce una barriera innocua, sperimentata e dimostratasi adatta per gli animali selvatici. La riserva, Tsavo Rhino Sanctuary, è strettamente sorvegliata 24 ore su 24 da una pattuglia di guardie forestali e lascia ai rinoceronti la massima libertà, con eccellenti possibilità di riproduzione, in un ambiente senza rischi. La caduta nel numero dei rinoceronti neri africani è impressionante. Se ne contava più di 1 milione di individui nel 1800. Si erano già ridotti a 100.000 negli anni '60 del ventesimo secolo e a 20.000 negli anni '70. Agli inizi degli anni '80 ne erano rimasti 15.000. Nel 1991 erano scesi a 3.500, e nel 1992 a 2.400. Cacciati senza tregua per le loro corna, dalle quali si ricava una sostanza che in Asia viene considerata curativa e afrodisiaca, questi animali sono stati difesi in diversi modi. Le cinque specie di rinoceronte sono protette dal 1976, da quando cioè sono state messe nell'Appendice 1 della Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Flora and Fauna, che ha proibito a livello internazionale il commercio dell'animale e delle sue parti. In tutta l'Africa vivono in grandi parchi nazionali, sorvegliati da guardie forestali. Nello Zimbabwe, così come in Kenia, è consentito sparare a vista sui cacciatori di rinoceronti. Ma il bracconaggio è talmente diffuso che è impossibile controllarlo. Mentre le popolazioni di questi mammiferi continuavano a diminuire, parallelamente la crescente domanda di corno di rinoceronte faceva aumentare il suo valore sui mercati dell'Estremo Oriente. Il corno di rinoceronte, polverizzato o ridotto a compressa, è un rimedio tradizionale della medicina cinese, usato principalmente contro la febbre. Il dottor Kai-Yu Wei, della Society of Traditional Chinese Medical Doctors, sostiene che esso ha inoltre il potere di purificare il cuore, esorcizzare la paura, curare le possessioni demoniache, tenere lontani gli spiriti malvagi, far passare la melanconia e rimuovere le sostanze tossiche. Questa credenza, che ha radici antiche ed è difficile da superare, e il boom economico dei paesi dell'Estremo Oriente nel dopoguerra, hanno avuto l'effetto combinato di accelerare il declino del rinoceronte. Le sue corna, esportate in Taiwan, Cina, Sud Corea, Tailandia, Yemen, hanno adesso un prezzo più alto dell'oro. Per salvare le popolazioni rimaste, è stato tentato l'espediente di rimuovere le corna dell'animale, la causa del bracconaggio. Ma parte del corno rimane e continua a crescere 6 centimetri all'anno. "Innumerevoli volte ho sentito ripetere che il modo migliore per assicurare la sopravvivenza del rinoceronte nero africano è quello di spedirlo negli zoo", ha affermato Ted Goss, ex-guardiano di diversi parchi, fra cui, dal 1968 al 1978, lo Tsavo National Park. "Con un'esperienza di 23 anni come guardacaccia in Kenia, sento che, se questo dovesse accadere, avrei fallito il mio compito. Penso che la salvezza sia in piccole oasi dei rinoceronti all'interno dei Parchi Nazionali o, a seconda delle dimensioni, nella recinzione di interi Parchi. Nelle zone densamente forestate e inaccessibili, si dovrebbe identificare e controllare ogni singolo animale, tutte le settimane se non tutti i giorni. È un programma ambizioso ma non impossibile". Questa è l'opinione anche della Born Free Foundation, che ha istituito lo Tsavo Rhino Sanctuary. Altri animali hanno iniziato ad approfittare dell'ambiente sicuro della riserva. I leoni si muovono liberamente dentro e fuori dell'oasi, passando al di sotto della siepe elettrificata. Vi si possono trovare anche un certo numero di giraffe e una volta un elefante maschio, con la freccia di un bracconiere infitta nel fianco, vi ha fatto irruzione portando con sé un gruppo di sei femmine e piccoli. La Born Free Foundation è stata formata da Virginia McKenna e Bill Travers, due attori marito e moglie. Negli anni '60 furono i protagonisti del film Nata libera (Born Free), che raccontava la storia realmente accaduta di una coppia di naturalisti, Joy e George Adamson, e della loro leonessa Elsa, raccolta da piccola, addomesticata, e poi faticosamente e dolorosamente riportata allo stato selvatico per evitarle la reclusione in uno zoo. Da allora la coppia di attori (Bill Travers è morto nel 1994) non ha più smesso di occuparsi del problema espresso così romanticamente nel film. Nel 1984 fondò l'associazione Zoo Check, che è si è poi unita ad altre organizzazioni naturalistiche per formare la Born Free Foundation. In tutti questi anni sono state intraprese migliaia di iniziative in tutto il mondo contro gli zoo, fra cui, qualche anno fa, una denuncia delle condizioni esistenti nello zoo di Sestri Levante, seguita da un'indagine della polizia. Quando Bill Travers e Virginia McKenna si recarono in Kenia, alcuni funzionari preposti alla conservazione dell'ambiente li portarono a vedere tre rinoceronti che erano stati salvati dai bracconieri in un'area del Parco di Tsavo destinata al reinsediamento umano, e che vivevano temporaneamente in recinti. Fu così che, in collaborazione con i funzionari e con lo stesso ministero per la Conservazione dell'ambiente, nacque l'idea di mettere questi tre rinoceronti in una zona dell'estensione di 4 chilometri quadrati all'interno del Parco, circondata da una siepe elettrica. L'oasi ospita attualmente tre femmine salvate dai bracconieri (una delle quali trovata con una freccia conficcata nel labbro) e un maschio, e dai 4 chilometri quadrati iniziali è già stata allargata molto. Due delle femmine, inoltre, sono in attesa del lieto evento. La speciale recinzione, prodotto della tecnologia avanzata, genera una corrente elettrica forte abbastanza per fermare l'animale ma non abbastanza per fargli del male. Il ministero per l'Ambiente del Kenia ha informato l'associazione che sono a disposizione della riserva altre grandi estensioni, in cui potrebbero essere introdotti rinoceronti da tutto il Paese, e a questo punto l'unico problema dell'organizzazione è trovare i fondi per l'acquisto della recinzione necessaria, per l'addestramento delle guardie forestali, e per le spese che comportano l'immobilizzazione e il trasporto degli animali. Scienziati, guardacaccia e conservazionisti sono tutti del parere che il solo futuro per questa specie è creare piccole, strategiche oasi all'interno di riserve naturali già istituite. Da queste oasi i rinoceronti possono venir reintrodotti nei parchi nazionali, abbattendo la barriera che le circonda, ma soltanto quando tali aree, per mezzo di un'azione svolta dai vari governi e di uno sforzo internazionale, sono state rese sicure dal pericolo del bracconaggio. Per la Born Free Foundation, la nuova oasi di Tsavo rappresenta una realistica e concreta alternativa agli zoo. Raggiunge ciò che gli zoo non riescono ad ottenere. Infatti non solo offre la possibilità di proteggere una specie in pericolo senza ricorrere allo stress e alla privazione della cattività in un ambiente estraneo, ma conserva molte altre specie di vita, animale e vegetale, mentre selezionare delle specie di animali scelte per "salvarle" negli zoo condanna quelle respinte a una possibile estinzione, mentre le foreste vengono sventrate, le paludi prosciugate, e gli ambienti fragili erosi fino alla desertificazione. Quelli di Born Free spiegano: "L'oasi dei rinoceronti potrebbe diventare un'importante attrazione turistica, in una zona vastissima che può accogliere molti altri visitatori senza sovraffollarsi. Diverse compagnie aeree e di viaggi del Kenia hanno deciso di fornire un sostegno finanziario al progetto per salvare i rinoceronti. Queste compagnie sanno che i loro guadagni e in effetti la futura prosperità del Kenia dipendono in gran parte dal turismo, e ciò che i visitatori vogliono vedere sono gli animali selvatici. Un Kenia senza rinoceronti sarebbe più povero in molti sensi. Abbiamo la speranza che l'oasi dei rinoceronti di Tsavo diventi la prima di molte iniziative simili. Noi crediamo nel salvataggio degli animali in natura. Dobbiamo salvare gli animali ma prima di tutto dobbiamo salvare l'habitat. Gli animali si sono evoluti adattandosi al loro ambiente naturale e dobbiamo assicurarci che è lì che rimarranno". Per maggiori informazioni e per aiutare:
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